(Mac sta per Mario Angelo Carlo… i miei genitori mi diedero tre nomi per non scontentare nonni e parenti).

Maestro di yoga 500 RYS, più 200 Acroyoga Italia, insegnante certificato di Yoga della Risata, Reiki Master di 4° livello e marzialista.

Organizzo corsi online e in presenza, sia di yoga tradizionale che dinamico, unito alle arti marziali, a varie forme di meditazione o a pratiche emozionali. Tutti i corsi sono supportati da altre conoscenze moderne correlate (esempio Myers e tensegrity), e approfondimenti mutuati da almeno una ventina di scuole diverse. Come nella scena dei modi di cucinare i gamberi in Forrest Gump, si potrebbe stilarne un elenco… ma non oggi.

Scherzi NON a parte (perché saper scherzare è vitale), che cosa centra con tutto questo lo Yoga della Risata?

Semplice: lo YdR è la chiave fondamentale perché i miglioramenti, di qualsiasi genere, siano realizzabili.  Che ci piaccia o meno, il problema non è mai il problema ma è come ci poniamo noi rispetto al problema (mitico Capitan Jack Sparrow). In altre parole il problema è SEMPRE la mente e, anche se inconsciamente, noi ci identifichiamo con essa e ci facciamo condurre dai suoi schemi comportamentali ripetitivi e ogni volta uguali. Se vogliamo risolvere i nostri problemi, di qualsiasi natura essi siano, dobbiamo aggirare questi schemi mentali, resi forti proprio dal “marchio di serietà”. Se compiamo sempre le stesse azioni, non cambieremo mai nulla. Sono questi schemi che, realizzandosi in azioni ripetute e identiche, rendono i cambiamenti impossibili. Cambiamenti! Attenzione perché la risoluzione di un problema, fondamentalmente, è un cambiamento, e alla mente non piacciono i cambiamenti!

E allora che si fa?

Se riusciamo, anche con sforzo, a fare qualcosa di ridicolo, riusciamo di conseguenza a indebolire gli schemi che impediscono i cambiamenti, perché in quel momento ci mettiamo in una condizione che si pone al di sopra degli schemi stessi. Diventiamo noi il conducente, invece che essere condotti. Dunque lo Yoga della Risata è lo strumento indispensabile per cui anche le altre pratiche possano funzionare: una sorta di lubrificante perché nulla si inceppi.  Se anche solo all’inizio di una sessione di qualsiasi tipo di pratica faccio qualcosa che, per me, è ridicolo, interrompo gli schemi, e mi pongo nella condizione di essere davvero in grado di sperimentare cose nuove e, di conseguenza, di procedere nel percorso personale, sia spirituale che materiale.

E tutto questo… ridendoci sopra.

CONTATTI  : marioangeldo@tiscalinet.it

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