Una gioia angelica

Madan Kataria

Il lavoro è servizio, è dedizione. Non è mai umiliante nessun tipo di lavoro, per nessuno. Basta mettere da parte l’ego e sentire la contentezza e la soddisfazione scorrere nella propria mente. Questo episodio è un grande esempio per imparare a essere utili agli altri e a donare felicità. La vera felicità è quando porti un sorriso sul volto di qualcuno e crei un legame per la vita.

Tanti anni fa, mi trovavo a Copenhagen, in Danimarca, per tenere un corso. Molte persone, da tutto il mondo, erano invitate a partecipare a una formazione che li avrebbe aiutati a portare più risate nella propria esistenza.

Ero ospite di un amico generosissimo, Jan: mi aveva offerto la sua stanza personale, che amabilmente chiamava la “Suite Presidenziale”.

Era stato così accogliente anche verso gli altri partecipanti che arrivavano da ogni parte del mondo, che li aveva invitati a stare da lui gratuitamente. Bob Wilson, che veniva dalla Scozia, arrivò un giorno prima; lui alloggiava al primo piano.

Di solito c’era una sessione di Yoga della Risata a casa di Jan. Queste sessioni aiutavano la gente a stare insieme e a condividere le proprie esperienze. Ridendo insieme si sviluppano legami profondi e si finisce per chiacchierare ore e ore. Secondo Jan, un terzo della popolazione danese vive sola e non ha nessuno con cui parlare e condividere i propri sentimenti. Perciò, queste sessioni costituiscono una grossa opportunità per queste persone, perché alleviano il senso di solitudine e tengono lontana la depressione. Per farla breve, quella sera ci fu una sessione fantastica. Tutti mangiammo, bevemmo e godemmo della nostra reciproca compagnia. Ma, alla fine, la casa si trovava in un caos pazzesco. Piatti e bicchieri erano ovunque e in giro c’era di tutto.

Pulire e rimettere a posto era davvero un’impresa epica. Jan era troppo stanco quella sera e suggerì di lasciare tutto come stava: avremmo pensato a pulire ogni cosa l’indomani mattina. Andò a dormire a casa di un suo amico, nei paraggi, mentre Bob e io chiacchierammo ancora per un po’, prima che io mi ritirassi nella mia stanza e lui nella sua.

Jan rientrò presto la mattina dopo, pensando di dover pulire tutto, prima che facessimo colazione insieme. Ma, con suo immenso stupore, la casa era già stata pulita e tutto era in perfetto ordine. Ogni cosa era al suo posto e i piatti erano stati lavati. Esclamò: ‘Caspita! Non ci posso credere! Chi ha lavato i piatti e riassettato la stanza?’

Anch’io ero sorpreso. Bob stava sorridendo: ‘Si vede che un angelo è arrivato di notte e ha pulito ogni cosa’ disse. In quel momento capimmo che l’angelo altri non era se non lo stesso Bob.

Alla fine ci rivelò il suo segreto. Si era alzato alle cinque del mattino e rapidamente aveva rimesso a posto la casa. Era stato un po’ come “giocare a fare l’angelo”. Ci disse che è particolarmente gratificante fare qualcosa per gli altri, a loro insaputa. Lui aveva l’abitudine di giocare a questo gioco abbastanza spesso con i suoi amici, perché amava vederli sorridere.

Il nostro “angelo di misericordia” ci ispirò letteralmente. Non è importante che cosa si riceva; ciò che conta davvero è ciò che si dà. Se spostate l’attenzione da voi stessi e ampliate il vostro sguardo, abbracciando il mondo, tutti i problemi e le difficoltà si ridurranno fino a diventare insignificanti. Spostando la propria attenzione, smettendo di essere ego-referenziali ed egoisti, diventando più consapevoli e interessati verso gli altri, saremo in grado di rendere il mondo stesso un posto migliore. So che non è così facile per una persona togliere la “e” dalla parola “EGO” fino a lasciare solo “go” (vai!, n.d.t.)… Il metodo semplice consiste nel dissolvere l’ego e lasciarsi andare dall’interno verso l’esterno. Invece di parlare cominciate a donare.

Queste storie sono tratte dal libro, di prossima pubblicazione, “Lo Spirito Interiore della Risata” del Dr. Kataria.